Costa di Bussia: un gioiello nascosto

Metà marzo, il sole splende, all’autostrada preferisco ‘la normale’ e i suoi panorami. Se la destinazione sono le Langhe, poi, non c’è da chiedersi il perché. Un saliscendi più o meno dolce, con il versante esposto a nord delle colline ancora imbiancato dalla recente nevicata e quello a sud che regala alla vista colori ben più vivaci e primaverili. Arrivata a Monforte, evito il centro e imbocco la località Bussia. Un nome, un programma: forse il maggiore in estensione dei cru del Barolo, che oggi mi svelerà una delle sue perle. Nascosto al numero 26, ecco il mio traguardo: 15 ettari, 80% Nebbiolo, il resto Barbera, con un po’ di Dolcetto e di Chardonnay, raccolti intorno alla Tenuta Arnulfo. Oggi di proprietà della famiglia Sartirano, questa cantina ha una storia lunga e avvincente, strettamente intrecciata a quella del vino principe della zona e, ovviamente, punta di diamante della sua produzione: il Barolo.

 

Paolo Sartirano l’acquista nel giugno 1988 da Arturo Barale, dando il via a importanti lavori di ristrutturazione, recupero ed espansione dell’edificio e riprendendo l’attività di cantina. Dopo alcuni mesi, fa una scoperta che segna per sempre la storia della tenuta: tornano alla luce molte lettere, corrispondenza privata e commerciale del fondatore, Luigi Arnulfo, e nasce la voglia di valorizzare questa grande eredità e sottolineare l’importanza delle decisioni pionieristiche che a fine ‘800 resero Arnulfo uno dei personaggi decisivi per la storia e il successo internazionale dell’enologia locale. Dato che non c’è gioia maggiore della condivisione – e chi ama il vino lo sa bene – accanto alla cantina è nato un museo, dove è possibile ripercorrere la storia di Costa di Bussia attraverso le lettere e gli oggetti più significativi ritrovati da Sartirano. Da oggi, 24 marzo, la cantina è aperta al pubblico (gradita prenotazione) ogni settimana dal giovedì al lunedì, con possibilità di visita, degustazione in varie formule e anche pernottamento: tre camere con bagno privato e cucina living in comune, per godersi al meglio la pace che regna tra queste colline.

C’era una volta…

… un farmacista di Cherasco che nell’aprile del 1873 riceve una lettera da un lontano cugino, tale Felice Zabaldano, che spinto dai debiti gli propone l’acquisto della Cascina Bertoloni di Monforte d’Alba, “in ottime condizioni”. Fiutando l’occasione, gli Arnulfo – padre e figlio – accettano. Nell’atto notarile sono citati i nomi che ancora oggi contraddistinguono la zona e le vigne migliori: Costa di Bussia, Campo detto Terra dei Buoi, Campo del Gatto, Bricco (la sommità della colline alle spalle della tenuta su cui oggi si coltivano le uve per il Barolo Riserva).

I primi clienti sono proprio i contatti di Arnulfo, torinesi e non, oggetto di attenzioni e di un marketing che ancora oggi stentano ad affermarsi presso molti produttori: intense comunicazioni di lavoro si trasformano immancabilmente in stretti rapporti di amicizia; CAM00082ogni cartolina postale e lettera reca nell’intestazione l’ indicazione del luogo in cui viene prodotto il vino, che Arnulfo chiama senza mezzi termini Barolo, seguito dall’annata, dal cru Bussia e a volte dal numero delle bottiglie prodotte. Come si può vedere nel museo, Arnulfo utilizza lo storico ‘specchio’ pubblicitario dei farmacisti per sponsorizzare il suo vino e decide di iniziare a imbottigliare il Barolo per poterlo accompagnare con un’etichetta ricca di informazioni precise e capaci di legare inscindibilmente il prodotto al territorio e aumentare così il suo valore. Un vero tesoro ritrovato è il doppio magnum del 1883, la cui etichetta è stata ripresa per l’attuale prodotto di punta. A quell’epoca Arnulfo già esportava Barolo in California (Carlo Rossi vi dice qualcosa?): ce lo racconta un’altra lettera che descrive le condizioni perfette in cui il vino è arrivato oltreoceano. Ed essendo farmacista non poteva non cimentarsi nel Barolo Chinato, di cui ha lasciato la sua ricetta personale, usata ancora oggi in produzione.

Arnulfo, quindi, è stato un pioniere sotto ogni punto di vista, che alla sua morte nel 1928 ha lasciato la tenuta in eredità alla figlia Carolina. I vigneti hanno continuato a essere coltivati ma la produzione vinicola si è persa per strada ed è stata ripresa soltanto dai Sartirano.

I vini di Costa di Bussia

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Oggi, la produzione di Costa di Bussia comprende 9 vini (un bianco, un Dolcetto, due Barbere, il Langhe doc “Arcaplà” e quattro Baroli), un Barolo chinato e una grappa. Nella bellissima sala di degustazione vengono offerte solitamente tre tipologie: il Langhe Chardonnay, una Barbera d’Alba e un Barolo, ma è possibile concordare degustazioni personalizzate e verticali di Barolo.

«È l’occasione per avere un contatto diretto, per scoprire il frutto del nostro lavoro e scambiarsi opinioni, magari scoprendo anche qualcosa di nuovo»

mi racconta Erica durante la visita. Insieme a italiAnna, Uncorkventional ha avuto modo di scoprire in anteprima il nuovo percorso di visita e degustazione di Costa di Bussia, dalle vigne al museo, dalla cantina al bicchiere. Ecco una breve panoramica dei vini della Tenuta Arnulfo:

  • i giovani: lo Chardonnay dai profumi esotici, intenso e morbido grazie a 6 mesi di permanenza sulle fecce; il Dolcetto, fresco e fragrante, con sentori di ciliegia e un piacevole retrogusto amarognolo – solo acciaio; “Arcaplà” ottenuto con una tecnica antica che consiste nella rifermentazione delle uve Nebbiolo nel vino appena fermentato di Barbera, seguono 9 mesi di affinamento in rovere francese, intrigante e originale
  • le Barbere: Barbera d’Alba, 12 mesi in botti di rovere, sfumature speziate e e frutti rossi, persistenza ed eleganza; “Campo del Gatto” 12 mesi in barrique, vendemmia tardiva, sentori di confettura e marasche, terziari importanti e un finale lungo e vellutato
  • i Baroli: l‘entry level, 26 mesi di affinamento, tipico sentore di rosa, schietto e invitante; “Campo dei Buoi“, sfumature speziate e accenni di menta e vaniglia, le uve provengono dall’omonimo vigneto già documentato nel 1874; “Luigi Arnulfo” dedicato al fondatore e fiore all’occhiello della tenuta, ottenuto da uve selezionate e raccolte circa 10 giorni in ritardo rispetto alle altre, 30 mesi di affinamento e maggiore complessità, tannini fini e avvolgenti e un finale persistente; il Riserva, nasce dal vigneto posto sul bricco e riposa 18 mesi in grandi botti di Slavonia, balsamico, elegante, strutturato, un grande vino
  • il Chinato, prodotto secondo la ricetta originale di Luigi Arnulfo e affinato in bottiglia, ideale come accompagnamento a un dessert o come digestivo, armonia di sensazioni dolci e amare; la grappa di Barolo, solo acciaio, calda, eterea, dai tipici sentori di viola e di spezie.

Non ci resta che augurarvi di trovare presto l’occasione di visitare questo bellissimo angolo di Langa per immergervi nella storia del Barolo e conoscere di persona gli eredi di una grande tradizione. Di seguito, tutte le informazioni utili:

ORARI DI APERTURA: dal 24 marzo 2016 il giovedì, venerdì, sabato, domenica e lunedì, orario continuato 10 – 18 (gradita la prenotazione)

Contatti: Erica Torrengo | visit@costadibussia.com | Tel. 0173 787280 | Fax 0173 240160
Chiara Rinaldi | visit@costadibussia.com | Tel. 0173 731136 | Fax 0173 731418

Az. Agr. COSTA DI BUSSIA – TENUTA ARNULFO S.S.
Loc. Bussia 26 12065 Monforte d’Alba (CN) Italy – P.Iva 02438290047
Tel. +39 0173 787280 – Fax +39 0173 240160 – visit@costadibussia.com – www.costadibussia.com

 

 

Elisa Pesce

Elisa Pesce

Esperto assaggiatore ONAV, assaggiatore ONAF, WSET Advanced in Wines & Spirits nonché tecnico di marketing per l'enoturismo. Dato che la vita è una sola, preferisco sia il più incasinata possibile: il vino è l'unico modo per mantenere l'equilibrio. Vistita il mio Blog o scrivimi una mail

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