Piccoli gioielli d’Italia #1 – Tintilia: la grande regina di un piccolo regno

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Il Molise c’è, ma troppo spesso nessuno se ne accorge. Ed è un peccato perché è proprio qui che troviamo il primo dei ‘gioielli enoici’ dello Stivale di cui vi vogliamo parlare. Se la tradizione vitivinicola della regione è millenaria, le origini di questo vitigno a bacca rossa sono più recenti e risalgono a circa metà ‘700, periodo della dominazione borbonica. Nel secolo successivo la Tintilia vanta un’ampia diffusione in Molise e si distingue per dare origine a vini dal colore molto scuro, come si può intuire dal nome della varietà (dallo spagnolo tinto, rosso). A suo favore, giocano le ottime condizioni pedoclimatiche del Molise, alle quali si adatta perfettamente, e la resistenza del vitigno stesso da freddo, malattie e muffe. Negli anni ’60 del Novecento, però, ha inizio una forte decadenza che la porta quasi a scomparire, per essere sostituita da vitigni più tipici di regioni confinanti, in particolare il Montepulciano. Fortunatamente, in epoca più recente il rinato interesse generale per la tipicità ha portato una decina di produttori a rimboccarsi le maniche e a promuovere il recupero della Tintilia, in molti casi con ottimi risultati. I riconoscimenti non sono mancati, dagli esperti a livello internazionale alle più classiche guide italiane al consenso dei consumatori, ma soprattutto è tornato alla ribalta l’unico vero vitigno autoctono del Molise: se per molto tempo si è pensato si trattasse di una varietà di Bovale grande (vitigno sardo), uno studio del DNA realizzato dall’Università degli Studi del Molise ha confermato la sua ‘indipendenza’ e dal 2002 la Tintilia è iscritta al Registro nazionale delle varietà di vite da vino come varietà autorizzata per il solo Molise.

A tu per tu con la Tintilia

Colore, tannini, un mix di spezie e frutta Tappa 18 arossa. Un vino da scoprire, con potenzialità che restano ancora in parte inespresse. Si adatta molto bene all’affinamento e il disciplinare (DOC dal 2011) prevede le versioni Rosso, Rosso Riserva e Rosato. In ogni caso, i vigneti atti alla produzione di vini a denominazione controllata devono essere situati ad altitudini superiori ai 200 metri s.l.m. e la varietà deve concorrere all’uvaggio per almeno il 95%. Per la menzione Riserva, sono necessari un titolo alcolometrico più elevato, una resa uva/vino del 55% (contro il 70% consentito per il rosso) e almeno 2 anni di affinamento a decorrere dal 1° novembre dell’anno di vendemmia delle uve.

Tra le aziende che producono Tintilia citiamo: Azienda Agricola Cianfagna, Cantine Cipressi, la Cantina di Di Majo Norante, Cantine Salvatore Pasquale, Cantine Catabbo, la Cantina Angelo D’Uva.

Provatela con:

D’obbligo cominciare con i piatti e gli alimenti tipici del luogo: lungo la costa il pesce non manca, ma nell’entroterra è l’agnello il vero piatto forte, non solo come secondo, ma anche come carne utilizzata per preparare gustosissimi ragù. E poi la fascadielle (polenta condita con sugo di ragù, ventresca e formaggio), i crioli con noci e baccalà o le taccozze (entrambi formati di pasta), i salumi e gli insaccati, come la soppressata, la salciccia di fegato, il sagicciotto e la salsiccia ferrazzanese, aromatizzata con peperoncino e semi di finocchio. Tra i formaggi troviamo molti caciocavallo, la stracciata di Agnone, la scamorza molisana, il pecorino di Capracotta. Detto questo, nulla vieta di sbizzarrirsi e provare abbinamenti incrociati con la cucina tradizionale di altre regioni.

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Se una bottiglia non vi basta (a noi non basta mai…), tra le altre DOC del Molise, che sono in tutto quattro, la più famosa è senza dubbio il Biferno prodotto nelle versioni rosso, rosé e bianco sugli altipiani che circondano Campobasso rispettivamente da uve Montepulciano/Aglianico e Trebbiano toscano/Bombino/Malvasia. Completano il quadro il Pentro di Isernia bianco e rosso e la DOC Molise o del Molise.

Per scoprire di più su questa regione, potete visitare il portale Moli.se, ma soprattutto vi invito a leggere il blog Due passi in Molise di Maria Clara e Giulia, che ringraziamo per averci fornito le bellissime foto che trovate in questo post.

Elisa Pesce

Elisa Pesce

Esperto assaggiatore ONAV, assaggiatore ONAF, WSET Advanced in Wines & Spirits nonché tecnico di marketing per l'enoturismo. Dato che la vita è una sola, preferisco sia il più incasinata possibile: il vino è l'unico modo per mantenere l'equilibrio. Vistita il mio Blog o scrivimi una mail

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