Beaujolais oltre il Nouveau: l’anima dei 10 cru a sud della Borgogna

Al solo sentire il nome Beaujolais, molti storcono il naso assumendo espressioni simili a quelle dei bambini davanti a una forchettata di broccoli. Molto probabilmente, pensano al Beaujolais Nouveau, una tipologia di vino giovane da consumarsi giovane (ne parlavamo QUI) che ha visto il suo apice agli inizi degli anni ’90 e che oggi soffre di un certo stato di decadenza più o meno motivato. Anche in terra natia il Beaujolais Nouveau è visto da molti produttori più come una zavorra, come un retaggio di anni passati, che come una grande opportunità di mercato pur rappresentando circa i 2/3 della produzione di questa zona. Il Beaujolais ha sempre sofferto il “peso” della Borgogna a Nord che con il suo Pinot Nero si è imposta sui consumatori di vino di qualità. Non che dal sud non arrivino “minacce”, dato che la Valle del Rodano continua a inanellare riconoscimenti grazie ai suoi Syrah. Tra queste due eno-potenze, il Beaujolais, con il suo vitigno principe, il Gamay, cerca di ritagliarsi il suo spazio tra i grandi vini rossi provando a scrollarsi di dosso il “peso” del Nouveau: un vino fruttato, semplice, giovane e senza velleità di invecchiamento.

Il regno del Gamay è senza dubbio il Beaujolais con 22000 ettari coltivati tra Mâcon e Lione a fronte dei 36000 totali della Francia. Ha origini borgognone (XIV secolo) e si è ben ambientato ai terreni silicei e granitici del Beaujolais anche se è possibile ritrovarlo un po’ in tutta la Francia (Lorena, Valle della Loira, Bugey, Savoia e Auvergne). A differenza del Pinot Nero, il Gamay trae vantaggio principalmente da terreni acidi; è piuttosto precoce e produttivo in grado di dare origine a vini rossi caratterizzati dalla freschezza e da note spiccatamente fruttate.

Beaujolais AOC è la denominazione base sotto la quale si possono ottenere vini bianchi a base Chardonnay o vini rossi a base Gamay che a loro volta possono avvantaggiarsi delle denominazioni Beaujolais-Villages, Beaujolais-Supérieur o del nome di uno dei Cru.

Beaujolais-Villages è una denominazione sotto la quale ricade circa un terzo della produzione del Beaujolais. I suoli variano sia come altitudine sia come composizione. Andiamo dai 190 ai 550 metri s.l.m. passando da terreni argillo-calcarei a bassa quota per arrivare a gneiss e granito delle aree più alte trovando nelle fasce centrali una composizione tendenzialmente sabbiosa. Il risultato è un vino intenso con note di cassis e fragola dalla discreta longevità.

Beaujolais-Supérieur è costituito da un’area non misurabile in quanto non si tratta di una denominazione su base territoriale bensì di merito. I vini che possono fregiarsi di questa denominazione devono avere un titolo alcolometrico di almeno l’11% (mentre per il Beaujolais AOC si parla di 10%). I Beaujolais-Supérieur hanno solitamente un colore più intenso, aromi di frutti rossi e un potenziale di affinamento dai 3 ai 5 anni circa.

La vera anima di questo territorio, però, è rappresentata da 10 Cru, ognuno con una personalità differente:

 

Saint-Amour deve il suo nome a un soldato romano (Amor per l’appunto) convertitosi al cristianesimo. Sono circa 320 gli ettari di terreno che costituiscono il cru situato più a nord del Beaujolais. Qui si producono vini relativamente “leggeri”.

Juliénas consta di circa 600 ettari di vigneti ripartiti su quattro comuni che producono vini di buona struttura. I terreni sono in parte granitici e in parte argillosi. Alcuni Juliénas traggono vantaggio da un medio-lungo affinamento mentre molti di essi, invece, peccano proprio in longevità.

Chénas con soli 265 ettari, è il più piccolo dei 10 Cru del Beaujolais pur comprendendo due comuni ( Chénas e La Chapelle de Guinchay). Purtroppo questa denominazione è poco utilizzata dato che i produttori possono avvalersi della ben più conosciuta Cru Moulin-à-Vent.

Moulin-à-Vent è forse il più conosciuto tra i Cru del Beaujolais e deve il suo nome a un mulino a vento sito nella zona. I suoi circa 640 ettari producono vini più concentrati e dal finale decisamente lungo che si distaccano un po’ dalla tipicità che contraddistingue i vini a base Gamay. I Moulin-à-Vent hanno una longevità alta e prezzi… altrettanto alti ultimamente.

Fleurie con 870 ettari di terreno produce vini che (manco a farlo apposta) hanno spiccate note floreali. I vigneti si collocano tra i 220 e i 430 metri slm e la concentrazione di terreni argillosi situati soprttutto nelle zone più basse danno vita ai vini più eleganti della zona.

Chiroubles ha terreni prevalentemente granitici e altitudini fino a 400 metri slm. I vini di Chirubles hanno la fama di essere piuttosto leggeri con uno spiccato predominio di note floreali.

Morgon comprende più di 1100 ettari attorno al comune diVillié-Morgon. I vigneti situati sui dolci pendii del Monte Py godono di un’esposizione a Est (questa zona è chiamata Côte de Py) e sono cnosciuti per dar vita ai vini più corposi e longevi che “strizzano l’occhio” a quelli della borgogna a base Pinot Nero.

Régnié è il Cru di più giovane costituzione (1988) e quello situato più a Ovest. 750 ettari di suoli prevalentemente sabbiosi attorno al comune di Régnié-Durette situati tra i 200 e i 500 metri slm.

Brouilly: questa denominazione si estende attorno all’omonimo monte che a sua volta pare debba il suo nome a un soldato romano chiamato Brulius che si insediò in quest’area costituita da terreni prevalentemente sabbiosi.

Côte de Brouilly: consta di 310 ettari sulle pendici del Monte Brouilly. La particolarità dei suoli risiede nella composizione. La “pierre bleue de Brouilly” (pietra blu di Bruilly) di origine vulcanica influenza fortemente il vino donandogli un carattere piuttosto duro.

Il Beaujolais ha molto da dire anche se sono ancora pochi quelli disposti ad ascoltare.

Alberto Bracco

Alberto Bracco

Sommelier FISAR, WSET Advanced in Wines & Spirits, assaggiatore ONAV e bevitore seriale. Nel mondo del vino per lavoro, passione e anche un po' per caso. Seguimi su Vivino o scrivimi una mail

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