Nyetimber: quando l’Inghilterra premia se stessa (a ragione però)
Nyetimber è Champion Sparkling Wine per IWC e Cherie Spriggs, l’enologo di Nyetimber, ha vinto il premio di Sparkling Winemaker of the Year per la seconda volta (la prima nel 2018). All’epoca, è stata la prima persona, al di fuori della Champagne, a vincere il premio, e rimane l’unica donna ad averlo mai fatto.
Eric Heerema, CEO e proprietario di Nyetimber, ha dichiarato: “Questi due trofei sono un enorme riconoscimento per noi e siamo onorati di averli ricevuti da un ente di premiazione così rinomato. Noi di Nyetimber puntiamo alla perfezione in tutto ciò che facciamo e questi trofei rappresentano un vero riconoscimento per i nostri team di enologi e per tutto il duro lavoro e la dedizione che mettono nella creazione di spumanti di livello mondiale. Siamo davvero lieti di essere i primi non produttori di Champagne ad aver ricevuto il premio Champion Sparkling Wine, e averlo fatto per il nostro Blanc de Blancs, un vino molto speciale per noi, essendo stato il primo in assoluto creato da Nyetimber, è davvero speciale. Per Cherie, aver vinto il premio di Spumante dell’Anno per la seconda volta è incredibilmente impressionante e dimostra il suo straordinario talento e l’enorme impegno che dedica alla creazione degli spumanti di cui siamo così orgogliosi”.
Facciamo un passo indietro per capire chi è Nyetimber, chi è IWC e perché questa è una notizia.
Nyetimber & IWC
Nyetimber è un nome che ha cambiato la storia del vino inglese. Quando nel 1988 furono piantati nel Sussex i primi filari di Chardonnay, Pinot Noir e Pinot Meunier, l’idea sembrava quasi visionaria: produrre metodo classico in una terra più nota per le piogge che per le bollicine. Oggi, però, Nyetimber è diventata il simbolo dell’English Sparkling Wine, capace di sfidare, talvolta eguagliare e, questa volta, battere le grandi maison francesi di Champagne.
IWC (International Wine Challenge) è uno dei concorsi enologici più prestigiosi e riconosciuti al mondo. Nato a Londra nel 1984 (ah, che bell’anno… ok, ci sono nato e sono di parte), si distingue per la serietà del processo di valutazione: ogni vino viene degustato più volte alla cieca da diverse commissioni di esperti internazionali. Storicamente, l’IWC ha avuto un ruolo chiave nel dare visibilità ai produttori emergenti e nel consolidare la reputazione dei grandi marchi. La sua influenza è particolarmente forte nei mercati anglosassoni (Regno Unito in primis, USA, Australia), ma le medaglie IWC sono guardate con interesse anche in mercati in crescita come l’Asia, con un impatto sulle vendite e sul posizionamento commerciale dei vini premiati.
Riassumendo, Nyetimber è una prestigiosa cantina inglese, IWC che l’ha premiata è inglese anch’esso e il caso sembra chiuso: si sono dati un’auto-pacca sulla spalla del tipo “siamo stati bravi” e il caso è chiuso. Invece no…
Da Champagne a English Sparkling: il cambio della guardia
Guardando agli ultimi 10 vincitori di questa categoria, non si può proprio dire che gli inglesi siano stati autoreferenziali:
2024 — Piper-Heidsieck – Rare, Millésime (Magnum) 2008
2023 — Piper-Heidsieck – Rare, Millésime 2008
2022 — Piper-Heidsieck – Rare, Millésime 2008
2021 — Piper-Heidsieck – Vintage 2008
2020 — Taittinger – Comtes de Champagne Blanc des Blancs 2008
2019 — Piper-Heidsieck – Rare Champagne, Millésime 2006
2018 — Moët & Chandon – MCIII (Moët & Chandon MCIII)
2017 — Taittinger – Comtes de Champagne Blanc de Blancs Brut 2006
2016 — Champagne de Saint Gall – Cuvée Orpale Grand Cru 2002
2015 — Charles Heidsieck – Blanc des Millénaires 1995
Da questo elenco di vincitori delle passate edizioni si possono trarre alcune considerazioni:
- Ai britannici piace lo Champagne (ma no?!?)
- Ai britannici piace Piper-Heidsieck (e con il Rare non si casca di certo male)
- Boutade: possibile che Piper-Heidsieck non abbia vinto l’edizione 2025 perché ha finito l’annata 2008 che ha inviato alle scorse 4?
- Una “certa Champagne” a volte sembra volersi sedere sugli allori. Va bene che l’annata 2008 sia considerata come eccezionale ma mandarla dal 2020 al 2024 trasversalmente (da Taittinger a Piper-Heidsieck e chissà quanti non premiati che non ci sono noti) non è un bel messaggio.
Sembra superfluo sottolinearlo (ma meglio una volta in più che una in meno): come in ogni concorso, guida et similia, i vincitori non rappresentano un primato assoluto (non sono cioè scelti in questo caso tra tutti i metodo classico del mondo) bensì tra le cantine che hanno deciso di partecipare inviando i propri campioni. Detto ciò, pur consapevoli del fatto che certi cavalli di razza della Champagne non abbiano partecipato a questo concorso rimane il fatto che Nyetimber abbia comunque scavalcato dei bei nomi, tra l’altro con una bottiglia che vendono sul loro sito a 60 sterline circa (130 se ci si vuole portare a casa il formato magnum che ha effettivamente partecipato al concorso con l’annata 2016). Il tutto alla faccia anche di certe bollicine altisonanti della nostra penisola ancora lontane dai radar.
Era nell’aria…
Questa doppia vittoria di Nyetimber non è arrivata dal nulla. All’inizio di quest’anno, durante la competizione Battle of the Bubbles della London Wine Fair, Nyetimber 1086 (la loro couvée de prestige da circa 150 sterline) è stato nominato miglior spumante globale e miglior vino in assoluto superando, tra le altre, alcune cuvée di Campagne prestigiose come Dom Perignon 2013e Krug Grande Cuvée, 172ème Édition.
Era il 2020 quando, nella sede londinese del WSET, assaggiavo per la prima volta e alla cieca un vino di Nyetimber. Era la Classic Cuvee, il loro metodo classico di ingresso (40 sterline circa, giusto per dare un’idea di prezzo). La stragrande maggioranza dei presenti (me compreso, non mi nascondo) era concorde nell’identificare quel vino come uno Champagne base. Nessuno avrebbe comunque detto English Sparkling. Inutile descrivere lo stupore una volta rivelata la bottiglia.
A onor del vero, gli inglesi hanno a disposizione suoli molto simili a quelli della Champagne nel Kent, nell’Ampshire e nel Sussex (da dove proviene, tra gli altri, Nyetimber) e un clima leggermente più mite e umido rispetto a quello della Champagne ma comunque adatto alla prodizione di metodo classico.
Però, mentre Nyetimber è stata fondata “solo” nel 1988, in Italia il metodo classico, grazie a Carlo Gancia, era già arrivato nella metà del 1800. Ora gli inglesi sembrano sul tetto del mondo (o almeno del Big Ben) e le nostre più prestigiose denominazioni di metodo classico assomigliano ai famosi capponi di Renzo ne I Promessi Sposi vantando quell’autoreferenzialità che, in questo caso sembrava appartenere alla perfida Albione.
Quando sarà la nostra volta?
Per chi volesse dare un’occhiata ai vincitori: internationalwinechallenge.com
