Académie du Champagne 2025: 3 percorsi e molti spunti

Académie du Champagne torna nel 2025 con 3 percorsi pensati per i professionisti (sommelier, ristoratori, barman, formatori del mondo del vino, distributori, agenti, enotecari, F&B manager) suddivisi a loro volta in 3 lezioni da 45 minuti comprensive di degustazione. Come sempre, il tutto è stato organizzato in modo professionale e attento da Bureau du Champagne Italia e le lezioni sono state tenute dagli Ambasciatori dello Champagne.

Come ogni anno, il corso di alta formazione Académie du Champagne, si è svolto a inizio novembre (quest’anno lunedì 3 per l’esattezza) presso l’hotel Principe di Savoia a Milano.

Percorso 1 “Neofiti”

con Bernardo Conticelli, Ambasciatore dello Champagne per l’Italia 2015
Un viaggio che parte dall’assemblaggio per addentrarsi nelle differenze tra Blanc de Blancs e Blanc de Noirs senza tralasciare il ruolo del bicchiere nella degustazione.

  • I Brut Sans Année
  • Il ruolo del bicchiere
  • Blanc de Blancs e Blanc de Noirs

Percorso 2 “Intenditori”

con Marco Chiesa, Ambasciatore dello Champagne per l’Italia 2010
Qui vengono analizzate alcune delle scelte alla base della creazione di una cuvée, dai vitigni al dosage, passando per i metodi di elaborazione del Rosé.

  • La scelta dei vitigni
  • Le declinazioni del Rosé
  • La variabile del Dosage

Percorso 3 “Esperti”

con Nicola Roni, Ambasciatore dello Champagne per l’Italia 2007
Alla scoperta delle scelte di vinificazione, del ruolo dei vini di riserva per concludere con un viaggio attraverso i millesimati.

  • Le scelte di vinificazione
  • Il ruolo dei Vini di Riserva
  • I Millesimati

Académie du Champagne 2025: percorso e spunti

Ho seguito unicamente il terzo percorso dove Nicola Roni ha fatto un interessante excursus partendo dai dogmi imposti dal disciplinare (veri e propri pilastri imprescindibili come la raccolta manuale, l’utilizzo di solo alcuni vitigni, i tempi minimi di affinamento…) che si contrappongono alle fasi della produzione dello Champagne dove Vignerons e Maison hanno più libertà interpretativa (la composizione delle cuvée, la scelta dei contenitori per prima fermentazione e affinamento etc…).

Dato che riassumere un’intera mattinata di discorsi è un lavoro improbo e decisamente lungo per me da scrivere e per voi da leggere, mi limito a sottolineare alcuni spunti interessanti che sono emersi.

  • Quando si parla di Champagne e numeri, la tipologia Rosé viene sempre considerata come un mondo a parte sia parlando di millesimati, sia di sans année. Ad oggi il 77% di Champagne venduti appartiene alla tipologia Brut Sans Année (Rosé esclusi come già detto). Nonostante l’Italia sia al 5° posto per consumo di Champagne millesimati (tendenzialmente più costosi), più di 2/3 del mercato è rappresentato dalla versione senza millesimo. Inoltre, nonostante lo snobismo di alcuni appassionati che considerano solo i Pas Dosé, beh, è il Brut il dosaggio che la fa da padrone al punto che molte case decidono di utilizzare proprio la dicitura Brut (fino ai 12 g/l di zuccheri residui) per Champagne che potrebbero rientrare nella tipologia Extra-Brut o addirittura Pas Dosé. Il tutto per risultare meno “respingenti” verso un pubblico più ampio.
  • Il cambiamento climatico si fa sentire anche in Champagne. Al momento sembrano esserci più ripercussioni sull’aumento degli zuccheri durante le fasi di maturazione rispetto all’acidità che pare ancora abbondante. Questo spunto mi ha portato ad approfondire l’argomento. Per chi fosse interessato, ho trovato un interessante post su gosset-brabant.fr e un’interessante serie di slide che parlano dell’argomento scaricabili da qui il tutto in francese ma non impossibile da tradurre.
  •  A seguito di una mia domanda, abbiamo fatto una piccola digressione sui vitigni minori con particolare focus su due varietà piuttosto nuove nella champagne che si affiancherebbero alle più consolidate Pino Noir, Chardonnay e Meunier. Questo argomento meriterà poi un post a parte ma è comunque interessante notare come gli altri sei vitigni oltre ai “tre soliti noti” rappresentino appena lo 0,4% della superficie vitata in Champagne.
  • Nonostante l’iniziativa di alcune cantine anche in Italia e l’adoperarsi di alcune denominazioni, ad oggi, Champagne rimane l’unica realtà a fare uso massiccio di vini di riserva ed è quindi l’unica massa critica di rilievo sull’argomento. Mentre la maggior parte dei metodo classico sans année sono in realtà dei “millesimati sotto mentite spoglie”, lo Champagne gioca ancora pesantemente con la complessità della miscelazione di diversi millesimi per ottenere un risultato costante tra le annate o riproporre il gusto della Maison che l’acquirente si aspetta.

Académie du Champagne: vini in degustazione

Parafrasando le sacre scritture: non di sole parole vive l’uomo; è così che arriviamo alla parte della degustazione. Durante la lezione sono stati serviti 15 vini. Sotto il nome di ogni cuvée ho riportato le note che ci sono state fornite dal produttore riguardanti composizione, dosaggio e, talvolta, metodi di vinificazione (alcuni sono andati nello specifico mentre altri sono stati un po’  avari di informazioni con sparute punte di vera stitichezza. Vero Madame Cliquot?). Il tutto seguito da alcune note di degustazione. Ho inserito le foto delle bottiglie per separare le tre batterie.

 

🥂 LAURENT PERRIER – Ultra Brut Brut Nature
55% Chardonnay, 40% Pinot Nero. Dosaggio: 0g/l. Almeno 6 anni sui lieviti.
Olfatto ricco, floreale, fruttato, minerale con note iodate e leggera affumicatura. Effervescenza tonica, salino e citrino. Molto dritto con sensazioni sapide in uscita. Ben eseguito. Laurent Perrier anche nelle sue cuvée più di entrata lo trovo sempre appagante.

 

🥂 DEVAUX – Ultra D Extra Brut

55% Pinot Noir, 45% Chardonnay. Dosaggio: extra-brut. La fermentazione delle Coeur de Cuvée viene svolta in vasche di acciaio inox a temperatura controllata. 1/3 del mosto fiore viene fermentato in barrique. La fermentazione malolattica del vino base è parziale, per preservare la freschezza e garantire la longevità della cuvée. Vengono utilizzati dal 35 al 40% di vini di riserva. 5 anni di maturazione sui lieviti.
Naso di agrume, fragole e piccoli frutti rossi, boisé, pan brioche. Bocca ricca, pietra focaia, leggermente grasso, finale amaricante. Generoso.

 

🥂 TORNAY –  La Vieille Réserve Brut

70% Chardonnay: 30% Pinot Noir. Dosaggio: 8 g/l. Vini di riserva: 20%. Uve provenienti da Bouzy. Vinificazione in acciaio. Permanenza sui lieviti: 6 anni.
Maturità spinta, cera, complesso, etereo, frutta secca, ossidativo. Sapido con chiusura ammandorlata. Non disdegno i vini dallo stile ossidativo ma, a mio gusto, questo è un po’ oltre.

 

🥂 MAILLY – Grand Cru Blanc De Pinot Noir Brut

100% Pinot Noir. Dosaggio: 7,6 g/l. Vinilicazione: prima spremitura vinificata esclusivamente in cantina parcellare e in botti. Vini di riserva affinati in botti grandi réserve perpétuelle.
Intenso con note boisé, pasticceria e crema.  Frutto rosso, sapido, intenso, goloso. Uno Champagne completo e complesso che però invoglia alla beva.

 

🥂 VIEILLE FRANCE – Cuvée Rosé Brut

60% Pinot Noir; 30% Chardonnay, 10% Coteaux Champenois. Dosaggio: 10 g/l. 4 anni sui lieviti.
Naso delicato, lampone, ciliegia, fragola, burro In bocca marasca, sapido, acidità non eccessiva. Ben fatto seppur non il mio genere.

Laurent Perrier Devaux Tornay Mailly Vieille France

 

 

🥂 LANSON – Le Black Création Brut

50% Pinot Noir, 35% Chardonnay: 15% Meunier. Dosaggio: 8 g/l. Fermentazione NML: 75% . Vini di Riserva: 32%. Base 2018, sboccatura 2024.
Malico , cedro, accenno aromatico, pasticceria, confetto. In bocca è fresco, pulito, balsamico con acidità lunga e profonda e finale minerale. Una bottiglia che in passato non ho apprezzato particolarmente, a differenza di adesso.

 

🥂 CASTELNAU – Extra Brut

40% Chardonnay; 40% Meunier, 20% Pinot Noir. Dosaggio: 3 g/l. Affinamento sui lieviti: almeno 5 anni. Vini di Riserva: 30%.
Naso di vaniglia, crema pasticcera, colore oro carico, frutta secca, croissant, mela cotogna, moka. Cremoso con acidità composta. Naso esplosivo e bocca un pochino più evanescente.

 

🥂 GEOFFROY – Pureté Premier Cru Brut Nature

35% Meunier, 35% Pinot Noir: 30% Chardonnay. Dosaggio: 0 g/l. Vinificazione: 65% dell’annata 2017 35% di riserva perpetua iniziata nel 1970. Sboccatura 2023
Accenno di fumo, pasticceria, bosco, fungo. In bocca l’acidità si fa sentire. Ricco con pepe, zenzero e un’idea quasi di cognac. Goloso, mi piace ma non è piacione.

 

🥂 VEUVE CLICQUOT – Extra Brut Extra Old

Dosaggio: 3 g/l. Assemblaggio composto esclusivamente da vini di riserva. 6 anni sui leviti.
Naso un po’ vegetale e un po’ appannato. Energico ma in piena fase di evoluzione: non ancora pronto. Peccato perchè avevo bei ricordi di questa cuvée, ma quando il mercato chiama a volte si esce a scaffale un po’ di corsa.

 

🥂 BRUNO PAILLARD – Extra Brut Cuvée 72

45% Pinot Noir; 33% Chardonnay: 22% Meunier. Dosaggio: extra-brut. Vinificazione: 32 Cru vinificati separatamente in vasca o in barrique. Vini di riserva costituiti da 25 differenti millesimi assemblati dal 1985, in proporzione fino al 50%, Affinamento sul lieviti per almeno 36 mesi, riposo in cantina pur almeno 36 mesi dopo la sboccatura e prima della commercializzazione.
Tanto frutto rosso, poi accenni esotici: bello maturo. Salino, bolla più delicata, frutto evoluto, spinge sui terziari con una fine balsamico. Con il giusto abbinamento si farebbe fatica a non finire la bottiglia… magnum.

 

🥂 LOUIS ROEDERER – Collection 245

41% Chardonnay: 25% Pinot Noir, 24% Meunier. Dosaggio: 7 g/l. Vinificazione: 35% réserve perpétuelle (2012/2013/2014/2015/2016/2017/2018/2019), 10% vini di riserva (2010, 2013, 2015, 2017, 2018, 2019), 55% vendemmia 2020. Fermentazione malolattica: 22%.
Naso intenso, equilibrato, frutta secca, biscotto, nocciola, zabaione, boisé appena accennato. Elegante. La nota di gesso parla di territorio. Poi arriva la sapidità, lo  iodio e la crema pasticcera. Per chi era abituato al Brut Premier, Collection rappresenta un punto di rottura. Sono nostalgico ma il progetto è ben pensato.

Lanson Castelnau Geffroy

Veuve Cliquot Bruno Paillard Louis Roederer

 

🥂 MANDOIS – Blanc De Blancs 2019

100% Chardonnay. 20% dello Chardonnay viene vinificato in legno mentre il restante in acciaio. Fermentazione malolattica interamente svolta. Affinamento in bottiglia per 60 mesi sui lieviti.
Naso balsamico, agrumato, vegetale, con boisé intenso. In bocca ben equilibrato, buona freschezza anche se ammorbidita. Annata con alti e bassi. Avrei preferito un po’ più di mordente.

 

🥂 DE BARFONTARC  – Millésimé 2014

50% Chardonnay; 50% Pinot Noir. Dosaggio: 0 g/l. Vinificazione e affinamento in acciaio.  Malolattica completamente svolta.
Leggermente chiuso, sulfureo. Effervescenza appena accennata ma su un 2014 è anche lecito aspettarselo. Sapidità, agrume, affumicato e speziato. Bella la sottile nota di pietra focaia.

 

🥂 POMMERY – Grand Cru Royal 2009

Chardonnay e Pinot Noir. Dosaggio: brut. Affinamento sui lieviti per oltre 10 anni.
Delicato, frutta bianca, melone invernale, salino. Rotondo, con buona sapidità e un piccolo spunto balsamico ma sul più bello… si siede un po’. 

 

🥂 DUVAL-LEROY  – Precieuses Parcelles Cumières 2005

100% Pinot Noir. Dosaggio: 4 g/l. Affinamento sur lattes per oltre 8 anni
Fungo, sottobosco: molto autunnale. Piacevole accenno di menta per uno Champagne che risulta un po’ maturo e l’anagrafe gli da ragione.

Mandois Barfontarc Pommery Duval Leroy

Per chi fosse interessato ad approfondire l’argomento, il Comité Champagne ha messo a punto una piattaforma di e-learning accessibile da qui che quest’anno verrà ampliata con un’offerta di corsi in presenza.

Ringrazio ancora il Bureau du Champagne Italia per avermi dato la possibilità di partecipare anche quest’anno.

 

Qui ho parlato di alcune delle precedenti edizioni: 2024, 2022, 2011, 2019

 

 

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Alberto Bracco

WSET 3 in Wine & Spirits, Sommelier FISAR, assaggiatore ONAV , autore per Versanti Mag e bevitore seriale. Nel mondo del vino per lavoro, passione e anche un po' per caso. Seguimi su Instagram o scrivimi una mail

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