Vins Extrêmes 2025: dopo 5 anni il Forte di Bard profuma nuovamente di vino

Vins Extrêmes torna finalmente nel 2025. Il 22 e il 23 novembre, il Forte di Bard è tornato a profumare di vino. Nonostante la neve non sia ancora scesa sulla bassa Valle d’Aosta, le temperature bazzicano attorno agli 0°C.  I banchi di assaggio sono stati posizionati nella piazza esterna protetti da una tensostruttura scaldata. Oltre 50 produttori hanno presentato i loro vini da viticoltura eroica, comprese le bottiglie premiate al concorso Mondial des Vins Extrêmes: l’unico concorso enologico al mondo riservato ai vini eroici. La manifestazione è stata promossa dal CERVIM (Centro di Ricerca, Studi, Salvaguardia, Coordinamento e Valorizzazione per la Viticoltura Montana).
Non solo Valle d’Aosta, anzi, sono state coinvolti le più “impervie” zone viticole d’Italia e qualche ospite internazionale.

Novei – Trento DOC

Una bella scoperta e una delle prime bevute che mi ha positivamente impressionato durante quest’edizione di Vins Extremes. Val di Cembra, tra i 600 e i 650 mslm su terreni ricchi di porfido: è qui che nasce lo Chardonnay che dà vita a questo metodo classico annata 2021 che vede per il 20% della cuvée un affinamento in botte grande di rovere. Dosaggio 8 g/l. Naso estremamente pulito e intenso di fiori bianchi, leggero miele e frutta a polpa gialla. In bocca apre largo, molto ben rifinito con acidità ficcante. In uscita una nota minerale profonda con buona salinità. Già pronto con però un buon futuro davanti. 

Maison Vevey Albert – 1000 Boulles Blanc de Morgex et de La Salle

I pochi spumanti Blanc de Morgex et de La Salle che ho assaggiato appartenevano alla Cave Mont Blanc o a Ermes Pavese. Maison Vevey Albert è un piccolo produttore che vende la maggior parte delle sue bottiglie all’estero (soprattutto in Giappone mi raccontava). Produce un metodo classico molto netto, con una freschezza tagliente e un naso di paglia ed erbe di montagna intrigante. La varietà Prié Blanc coltivata su piede franco ben si adatta alle quote vertiginose alle quali viene coltivata. Un pas dosé di buona lunghezza. Per gli amanti dei bianchi: da dimenticarsi per un po’ in cantina. Molto interessante la versione ferma.

Maison Maurice Cretaz – BOS 2022

Un Nebbiolo varietà Picotendro per la maggior parte della cuvée. Fermentazione con lievito indigeno per 2 settimane sulle bucce. Vinificazione in acciaio e affinamento di un anno in rovere francese e un anno in bottiglia.  Naso ematico con un piglio quasi ferroso, frutto serrato, tannino incisivo. Una lunghezza straordinaria e tanta voglia di stapparlo seduti a tavola.

Colvendrà – Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG

Prendete tutti i preconcetti che avete sul Prosecco (se ne avete), accartocciateli e buttateli via. Rispetto ai Prosecco DOC che razzolano negli spritz e negli sciatti calici di benvenuto dei ristoranti che non hanno voglia di scegliere, i Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore di Colvendrà giocano in una categoria differente. Ho detto “i” al plurale perchè si va dal Brut all’Extra Dry passando per il Dry. Mela verde intensa, freschezza e lunghezza. Bocca ampia e gustosa. Un vino che tira incredibilmente il sorso. Per chi cerca una coccola e una chicca il Refrontolo Passito DOCG è una perla rara.

La Vrille – Valle d’Aosta DOC Vuillermin 2021

Siamo nel Comune di Verrayes a più di 650 metri di quota. Tra gli altri spicca un vitigno autoctono valdostano poco diffuso ma già assaggiato dall’Institut Agricole Régional della Valle d’Aosta: il Vuillermin. Affinamento in botti grandi di legno per almeno 12 mesi e in bottiglia per 18 mesi. Naso profondo e austero di frutti a bacca rossa. Un mix di spezie e agrumi incastonati in una robusta struttura e buona persistenza. Una varietà da riscoprire!


Le Grain –
Valle d’Aosta DOC Fumin 2023

Malolattica in acciaio e 12 mesi di affinamento in tonneaux. Un Fumin intenso, graffiante e austero, ma ricco di frutto e con un’acidità presente, ben bilanciata e mai invadente. In bocca, la bacca rossa la fa da padrona. Molto lungo e appagante.


Podere Donzella – Il Dottor Antonio Moscatello di Taggia DOC

100% Moscato bianco per un vino armonico che bilancia la morbidezza del frutto con una spiccata freschezza e una gradevole sapidità marina. Molto piacevole come è stata tenuta a bada la tipica nota amara che si sviluppa sui moscati vinificati secchi.

Hibiscus – Zhabib Zibibbo Passito Terre siciliane IGT

Energico tripudio di frutta secca e canditi avvolti da una leggiadra dolcezza. Agile, mai stucchevole anche se decisamente di peso. Inebriante, chiama a gran voce della pasticceria secca in abbinamento.

Delle zone ospite fuori dall’Italia, interessante la cantina Weingut Reis della Mosella, seppure non abbia trovato a pieno la tipicità della zona che ricordavo. Belle e dinamiche le proposte del Syndicat des Vignobles de la Côte Vermeille (tratto di litorale francese tra il Mar Mediterraneo e i Pirenei nella Languedoc-Roussillon) mentre un po’ sotto tono l’offerta della cantina albanese Pupa. Avevo grandi speranze nei vini della  Communauté de la Vigne et des Vins de Lavaux (zona della Svizzera patrimonio dell’Unesco) mentre, sempre per la Svizzera, spiccano alcuni vini del Domaine Antoine Bovard della zona del Vaud.

La Valle d’Aosta e il Forte di Bard, si sono dimostrate, come sempre, all’altezza di ospitare i vini eroici locali e non.

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Alberto Bracco

WSET 3 in Wine & Spirits, Sommelier FISAR, assaggiatore ONAV , autore per Versanti Mag e bevitore seriale. Nel mondo del vino per lavoro, passione e anche un po' per caso. Seguimi su Instagram o scrivimi una mail

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