Il Grüner Veltliner e le sue zone d’elezione

Il patrimonio vitivinicolo dell’Austria comprende un’ampia gamma di vitigni. Accanto alle più famose varietà internazionali, che danno ottimi risultati grazie alle condizioni pedoclimatiche favorevoli, troviamo un’infinità di vitigni autoctoni o frutto di incroci. Giocando le carte dell’autenticità e dell’unicità, l’Austria è sempre più presente sui mercati internazionali e i suoi vini sono sinonimo di altissima qualità.

Tra gli asset che hanno riportato l’enologia austriaca sulle scene internazionali, c’è sicuramente il Grüner Veltliner. Vitigno simbolo della nazione, nonostante il nome simile, non è imparentato né con il Roter Veltliner né con il Frühroter Veltliner. È il risultato dell’incrocio spontaneo tra Traminer e un secondo genitore, inizialmente non identificato in quanto pressoché scomparso. L’unico ceppo superstite fu ritrovato nel Burgenland, a St. Georgen, e siccome il vitigno non aveva nome, fu battezzato come questa località.

Il Grüner Veltliner visse una forte diffusione negli anni Cinquanta, quando si iniziò ad applicare un metodo di allevamento ideato già vent’anni prima: la Hochkultur, conosciuta anche come ‘sistema Lenz Moser‘, dal nome del suo inventore, concede più spazio alla vite sia in altezza che in larghezza e ebbe fortuna soprattutto per il fatto di facilitare la meccanizzazione del lavoro in vigna. Nel decennio 1999-2009, la varietà subì una forte diminuzione della superficie coltivata, senza però perdere il primato in termini di superficie vitata totale in Austria. L’importanza che ha acquisito e che continua a sviluppare nel tempo è dimostrata anche dal fatto che la prima DAC austriaca (2003) fu concessa proprio a un Grüner Veltliner.

Dal punto di vista pedologico, il vitigno presenta grappoli medio-grandi con acini ovali di colore giallo verde che vira al dorato con l’esposizione al sole. Sensibile alla siccità, dà origine a vini di ogni stile e livello qualitativo: dai vini leggeri con una spiccata acidità a quelli che si esprimono al meglio soltanto dopo un lungo periodo di affinamento, senza tralasciare i vini da dessert. La versatilità di questo vitigno lo rende ricco anche dal punto di vista organolettico, passando da note speziate e pepate a sentori fruttati di pesca e albicocca.

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Le zone vinicole di maggior diffusione sono la Bassa Austria e il Burgenland settentrionale. Accanto alla diversa composizione del suolo, sono le tecniche di vinificazione a impartire al vino uno stile differente e caratteristico a seconda del cru e della zona di produzione. In generale possiamo distinguere:

  • vini freschi e leggeri, con sentori di agrumi, prodotti su terreni sassosi/ghiaiosi e conglomerati;
  • vini caratterizzati da grande equilibrio e morbidezza, ottenuti da uve coltivate su profondi strati di löss;
  • vini contraddistinti in modo importante dalla mineralità, prodotti su terreni rocciosi (roccia primitiva/gneiss).

Inoltre, si parla di tre stili:

  • leggero: immediato e beverino, con basso tenore alcolico ma ricco di profumi e molto fruttato. Spesso è classificato con il nome dello stato federale d’origine e offre un rapporto qualità prezzo davvero interessante;
  • classico: tenore alcolico più elevato (12-13%), maggior corpo e struttura, ma sempre fresco e croccante, con un lungo finale. Dai vitigni lungo il Danubio provengono i vini più longevi e versatili negli abbinamenti con il cibo;
  • riserva: la menzione Reserve (Smaragd in Wachau) contraddistingue i Grüner Veltliner da grande invecchiamento, annoverati dagli esperti tra i migliori vini bianchi del mondo.

DAC: il territorio nel bicchiere

La denominazione DAC (Districtus Austriae Controllaus) contraddistingue i vini prodotti in regioni vinicole specifiche, ben delimitate e più ristrette rispetto alle denominazioni generiche corrispondenti agli stati federali. Questi vini incarnano lo stile rappresentativo tipico della regione d’origine, per questo nella maggior parte dei casi a una DAC corrisponde un solo vino.

Questo sistema di identificazione dei vini di maggiore qualità e tipicità territoriale segue l’esempio delle più grandi zone vinicole di Francia e Italia, dove in etichetta viene riportato soltanto il nome della zona d’origine. In questo modo, la denominazione d’origine diventa un legame unico e inequivocabile tra (uno stile di) vino e territorio. Gli altri vini prodotti nella regione sono classificati in base alle denominazioni d’origine più generiche (stati federali). Il primo vino a ottenere questo importante riconoscimento è stato il Grüner Veltliner Weinviertel DAC vendemmia 2002, comparso sul mercato l’anno seguente. Attualmente l’Austria conta 9 DAC ‘attive’ e altre sette in fase di approvazione. Ecco le DAC attualmente riconosciute e i rispettivi vini:

Weinviertel (Grüner Veltliner); Mittelburgenland (Blaufränkisch); Traisental, Kremstal e Kamptal (Grüner Veltliner, Riesling); Leithaberg (bianco: Grüner Veltliner, Weißburgunder (Pinot blanc), Chardonnay e/o Neuburger; rosso: Blaufränkisch), Eisenberg (Blaufränkisch), Neusiedlersee (Zweigelt) e Wiener Gemischter Satz.

Weinviertel – Photo License by Ebs Els

Vi presentiamo i Grüner Veltliner che ci sono piaciuti di più, insieme ad alcune informazioni sulla zona d’origine.

Weinviertel DAC

La regione del Weinviertel è la più grande zona vinicola austriaca (13.356 ha), famosa in tutto il mondo per i suoi Grüner Veltliner, nelle varianti Weinviertel DAC e Weinviertel DAC Reserve. È delimitata a sud dal Danubio, a nord dal confine con la Repubblica Ceca, a est da quello con la Slovacchia e a ovest dal monte Manhartsberg. In base alla composizione dei suoli e a particolari condizioni climatiche, è possibile distinguere tre sottozone.

Dal Weinviertel proviene la metà del Grüner Veltliner prodotto in Austria. A prescindere dai diversi tipi di terreno, questo territorio si distingue nel bicchiere per le note tipicamente pepate e, nel caso di vini ben maturi, per un bouquet fruttato e una buona acidità. Dall’annata 2002 questi Grüner Veltliner costituiscono la Weinviertel DAC, prima denominazione di origine controllata in Austria.

Kamptal DAC

La DAC è costituita dalla valle del fiume Kamp e comprende l’importante centIMG-20160419-WA0000ro vinicolo di Langenlois, la più grande città del vino in Austria. Qui turisti e appassionati possono provare un’esperienza unica al Losium, museo del vino ospitato in un edificio futuristico con al primo piano l’enoteca regionale e nella parte sotterranea un percorso di gallerie secolari con scenografie mistiche di suoni e luci.

I suoli del Kamptal sono variegati, ma il Grüner Veltliner trova le condizioni ottimali su ampi terrazzamenti di löss e argilla vicini al Danubio, dove si esprime con note fruttate e lievemente speziate. La forte escursione termica conferisce ai vini una grande intensità aromatica e un’acidità scattante.

Wagram

L’area si divide in due zone molto diverse: a nord del Danubio, si estende un ampio terrazzamento, dove il terreno (löss) e il clima uniformi sono l’ideale per la produzione di vini aromatici e ricchi di estratti. In particolare, si trovano Grüner Veltliner particolarmente corposi e Roter Veltliner molto longevi. A sud del fiume, spingendosi verso est, si incontra la storica città di Klosterneuburg, sede di un’antichissima scuola di viticoltura ed enologia (1860). I terreni sono costituiti da flysch ricchi di calcare.

Wachau DAC

Patrimonio mondiale dell’umanità Unesco dal 2000, custodisce alcuni tra i panorami più suggestivi dell’Austria. La zona comprende 1.300 ettari, in gran parte su ripidi terrazzamenti, coltivati soprattutto a Grüner Veltliner e Riesling. Dalla metà degli anni ’80 nella zona è in vigore una classificazione particolare dei vini bianchi, ideata al consorzio locale Vinea Wachau: Steinfeder (nome di una pianta), max. 11,5%, delicati e profumati; Federspiel (nome di una tecnica usata dai falconieri per richiamare i rapaci) da 11,5 a 12.5%, stile classico; e Smaragd (ramarro), l’apice qualitativo corrispondente a uno stile Reserve.

Il Danubio ha scavato il suo corso nei terreni di gneiss, rocce cristalline ideali per il Riesling. I pendii orientali, invece, sono ricoperti di sedimenti sabbiosi (löss), dove crescono alcuni tra i migliori Grüner Veltliner. Il microclima creato dall’interazione tra la massa d’acqua e i venti, nonché i diversi gradi di esposizione dei singoli vigneti creano le condizioni ideali per una viticoltura d’eccellenza, che ben si sposa all’apprezzata cucina regionale.

Volete scoprire di più sull’Austria vitivinicola? Leggete qui.

Vini suggeriti nell’articolo:
– Ried Lamm GV 2013 Erste Lage,  Schloss Gobelsburg (Kamptal)
– Der OTT GV 2014, Weingut Bernhard Ott (Wagram)
– Wösendorfer Hochrain GV 2010 Smaragd, Rudi Pichler (Wachau)
– Mühlpoint GV 2012 Smaragd, Weingut Alzinger (Wachau)
– Stockkultur Achleiten GV 2013 Smaragd, Weingut Prager (Wachau)

 

Photo License by Roberto Verzo

Elisa Pesce

Elisa Pesce

Esperto assaggiatore ONAV, assaggiatore ONAF, WSET Advanced in Wines & Spirits nonché tecnico di marketing per l'enoturismo. Dato che la vita è una sola, preferisco sia il più incasinata possibile: il vino è l'unico modo per mantenere l'equilibrio. Vistita il mio Blog o scrivimi una mail

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