Champagne vendemmia 2020: perderci ora per guardare al futuro

La fama di “annus horribilis”, che si è guadagnato questo 2020 già dai suoi primi mesi, non accenna a scemare.
Dopo diverse notizie riguardanti gli ettolitri di vino invenduto, destinati in parte alla distillazione, e il calo delle vendite, anche per denominazioni “imperiture” come lo Champagne, arriva una notizia poco confortante per i piccoli viticoltori proprio della zona del re degli spumanti francesi.
Il Comité interprofessionnel du vin de Champagne, l’ente regolatore composto da rappresentanti sia della parte agricola sia della parte industriale, ha decretato per la vendemmia 2020 una riduzione delle rese in vigneto che passeranno dai 10.800 Kg/ettaro della scorsa stagione ad “appena” 8000 Kg/ettaro.
Per farla breve parliamo di una riduzione di 70 milioni di bottiglie e una perdita per mancato incasso dalla vendita delle uve di poco più di 14.000€/ettaro.

Perdite gravose, soprattutto per la parte agricola.
Basti pensare che i circa 15.800 vigneron della Champagne detengono circa il 90% dei vigneti mentre le circa 300 Maison, che da questi acquistano la maggior parte delle uve, hanno in mano il 90% del vino esportato.
La decisione di abbassare le rese dell’attuale vendemmia è volta a ridurre l’immissione massiva di bottiglie sul mercato che si andrebbero ad aggiungere alle mancate vendite dell’anno deprezzando il valore. L’obiettivo sembra quindi cercare di mantenere il prezzo finale stabile a fronte di grossi sacrifici pregressi. Stiamo comunque parlando di Champagne, una bolla a parte dove il prezzo delle uve al chilo è di circa 6,5€ (un’enormità). Non oso immaginare le ripercussioni di questo anno nelle altre zone vinicole del mondo, Italia compresa.

Il millesimo 2020, in un modo o nell’altro, ha già le carte in regola per farsi ricordare anche se, quando avremo la possibilità di assaggiarlo tra qualche anno, forse, nel nostro correre quotidiano, ci saremo già scordati di un’annata in cui sono state aggiunte più lacrime che solfiti.

 

Fonte

Alberto Bracco

Alberto Bracco

Studente WSET Diploma, sommelier FISAR, assaggiatore ONAV e bevitore seriale. Nel mondo del vino per lavoro, passione e anche un po' per caso. Seguimi su Vivino o scrivimi una mail

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