Champagne supernova: la mega cooperativa di Nicolas Feuillatte e CRVC sta per diventare realtà

Prendo in prestito il titolo di questa canzone del 1996 degli Oasis (Champagne Supernova) per descrivere quello che sta succedendo in Champagne. È notizia di questi giorni che la cooperativa Centre Vinicole-Nicolas Feuillatte (CV-CNF) stia per fondersi con la Coopérative Régionale des Vins de Champagne (CRVC) andando creare, di fatto, la più grossa realtà cooperativa della Champagne e ponendosi come dimensioni al secondo posto subito dietro il mastodontico gruppo LVMH (quello di Moët & Chandon, Veuve Cliquot, Dom Perigno, Krug, Ruinart…).
Giusto per capire le proporzioni della cosa, di seguito un po’ di numeri delle due realtà in oggetto:

Centre Vinicole-Nicolas Feuillatte (CV-CNF)

Il Centre Vinicole-Nicolas Feuillatte riunisce più della metà delle cooperative della Champagne. Il progetto coinvolge 80 cantine cooperative aderenti con 4500 viticoltori oltre ai 1000 viticoltori dell’Union des Producteurs Agricoles. 2250 ettari di vigneto su tutte le aree della Champagne (compresi vigneti in 13 villaggi Grand Cru e in 33 villaggi Premier Cru). Con una capacità di stoccaggio di circa 100 milioni di bottiglie e una produzione annua di circa 20 milioni di bottiglie (divise quasi equamente tra il mercato interno e l’export) con un fatturato che supera i 200.000.000 €, Nicolas Feuillatte è il marchio numero uno di Champagne in Francia e il terzo al mondo.

Coopérative Régionale des Vins de Champagne (CRVC)

La Coopérative Régionale des Vins de Champagne coinvolge circa 760 viticoltori e 23 cooperative. 900 ettari di vigneto, una capacità di stoccaggio di 29 milioni di bottiglie e un fatturato attorno ai 55.000.000 €. Tra i marchi di proprietà di CRVC spiccano Jacquart e Castelnau.

Una Champagne sempre più in mano di pochi che però sembra, per ora, mostrarsi compatta sul mercato riuscendo (con buona pace delle lotte passate) a tenere unita l’anima industriale con quella più agricola. Una cosa che non nascondo mi piacerebbe (magari con qualche accorgimento) vedere anche al di qua delle Alpi.

Alberto Bracco

Studente WSET Diploma, sommelier FISAR, assaggiatore ONAV e bevitore seriale. Nel mondo del vino per lavoro, passione e anche un po' per caso. Seguimi su Vivino o scrivimi una mail

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