4 passi al Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti FIVI a Piacenza

Decimo Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti FIVI a Piacenza, ma prima volta per me.
Purtroppo una visita “mordi e fuggi”: meno di 5 ore (che in un posto come quello volano).
Giusto il tempo di passare da qualche cantina amica e puf, tutto finito…
L’anno prossimo mi organizzerò meglio.
Nel frattempo alcune considerazioni: si vede la coesione tra i vignaioli FIVI. Nonostante i produttori presenti fossero molti, ad occhio pensavo che venisse data la possibilità a molte più aziende di partecipare. Non c’è un vero e proprio ordine degli espositori (alfabetico o zonale), il che permette di vedere un po’ di tutto ma rende anche la ricerca piuttosto faticosa. Non aiuta molto l’applicazione per smartphone che si dimostra un po’ “rigida” nella sezione ricerca non permettendo di trovare i vignaioli inserendo solo una porzione del nome della loro azienda.
Bellissima l’idea di poter cambiare i bicchieri sporchi velocemente con altri calici puliti.
Rapida la procedura all’ingresso con controllo del Green pass (forse anche perché alle 15.00 non c’erano molte persone in coda). Peccato che poi una volta entrati le distanze non fossero garantite e molte persone girassero senza mascherina o indossandola parzialmente (c’è mancato poco a vedere fantasiosi adoperarla a mo’ di sospensorio o benda per l’occhio stile Capitan Uncino). In questo caso poco controllo, un po’ inspiegabile dato che siamo in un periodo dove si adducono aumenti di epidemia a 4 gatti riuniti all’aperto. Qui invece vale tutto?
Nel complesso, una bella manifestazione che merita più tempo di quanto gliene ho dedicato ma… sarà senz’altro per la prossima volta.
Intanto vi lascio alcune note sulle aziende che ho visitato in ordine rigorosamente cronologico:

 

Azienda Agricola Gallo

I due fratelli Carlo e Guido hanno decisamente una bella mano in cantina. Abbiamo iniziato con il loro metodo classico “1831” da Pinot Nero e Chardonnay che, in un prossimo futuro, vestirà la denominazione Alta Langa. Un grande spumante, intenso e diretto (recentemente disponibile anche in versione rosé). Una produzione costante e di pregio che vede anche qualche chicca insolita come il “Diverso”: un Brachetto vinificato secco dai grandi profumi che… va provato!

 

Cascina Cerutti

Un ringraziamento particolare a Ileana Ricci che mi ha guidato attraverso una mini verticale di Moscato d’Asti (poi recentemente Canelli DOCG) dove un 2015 spiccava nettamente con note di zafferano e cedro. Un vitigno che dovremmo imparare a scoprire sotto un’altra veste tenendo conto delle sue capacità di affinamento. Grande lavoro anche sullo Chardonnay che, nella versione affinata in legno, dà sfoggio di particolare eleganza.

 

Vini Roccasanta

Un’Alta Langa che non conoscevo ma per fortuna ho recuperato! Mi è piaciuto in generale tutto lo stile della cantina. Pulizia e precisione enologica. Da fan della Barbera d’Asti ho dovuto cedere le armi in favore di una Barbera d’Alba intensa e con un leggero accenno sapido decisamente piacevole.

 

Erede di Chiappone Armando

Una cantina a meno di 5 minuti da casa mia eppure non potevo non passare a salutare Daniele e Michela. La loro Barbera d’Asti “Brentura” mi ha riportato in un attimo a casa. Per me questa è LA BARBERA. Incredibile la loro verticale di Nizza DOCG “Ru” dalla quale abbiamo “pescato” una 2010 connubio tra potenza ed eleganza.

 

Cascina Galarin

Avevo avuto modo di assaggiare recentemente (con piacere) il loro Barbera d’Asti sottozona Tinella. Per fortuna sono passato a provare anche il resto della gamma, che merita. Si nota bene la coerenza di bottiglia in bottiglia. Da non perdere il metodo classico rosé “Dedicato” da Nebbiolo e Pinot Nero.

 

Cascina Rey

Per me il miglior Grignolino d’Asti, senza tanti giri di parole. Monica ha decisamente una mano felice in cantina. Due annate di Grignolino presentate: 2019 e 2020. Sul suo banco faceva bella mostra la Magnum di Grignolino d’Asti con la nuova etichetta. Credo che molti se la siano portata a casa per la bellezza della bottiglia, ma la sorpresa sta dentro.

 

Vigneti Bonaventura

Si inizia con Passerina e Pecorino, quest’ultimo sia in versione solo acciaio sia affinato in legno. Il coniglio che esce dal cilindro è però l’Offida Rosso 2012. Si, 2012! Giovanissimo alla vista, al naso e in bocca. Potente, dinamico, elegante.

 

Cascina Melognis

Ambasciatori del saluzzese con varietà interessanti come Pelaverga, Chatus e Malvasia Moscata. Quest’ultima con un naso ipnotico. Vini che giocano il loro campionato fatto di vini più eleganti che robusti. Molto ben bilanciato il blend tra Barbera e Chatus.

 

Cascina Gentile

Ultimamente uno dei miei Timorasso preferiti. Materico e profondo. Però da Daniele non si può non assaggiare l’Ovada DOCG (denominazione della quale è presidente). Un grande vino.

 

Tenuta Tamburnin

Due denominazioni su tutte: Freisa d’Asti DOC Superiore e Albugnano DOC. Entrambe hanno meno visibilità di quanta non ne meriterebbero ed entrambe, qui, sono eseguite in modo magistrale. Una realtà da approfondire prima possibile.

 

Tenuta Natalina Grandi

La freschezza e i profumi della loro Garganega mi sono ancora rimasti impressi. È con il Gambellara che però fanno l’affondo. Nella versione spumante, grande equilibrio tra acidità e dolcezza.

 

Il Poggio di Gavi

Belle espressioni di Gavi dai metodo classico, con una bella personalità. Il metodo classico “di ingresso” è un vino decisamente centrato. Mi sono trovato molto nel loro Gavi DOCG.

 

Ca’ ed Cerutti

Tanto lavoro in vigna e in cantina dietro i vini di Ca’ ed Cerutti dove, in questo periodo, il produttore sta godendo di un’iniezione nuova di idee. Primo frutto di questo lavoro un Cortese presentato come campione da vasca equilibrato con una buona spinta aromatica e pulizia esemplare, dote che si può trovare anche nella Barbera d’Asti.

 

Cascina Garitina

Da Gianluca, che ha la cantina vicina a quella dove lavoro io, ho concluso con gli ultimi assaggi della giornata. Nonostante lui sia stato uno dei presidenti più significativi della DOCG Nizza, mi sono concentrato su due vini dolci che mi hanno particolarmente colpito. “Niades” un Brachetto fresco che fa della piacevolezza il suo biglietto da visita e il “Rugiada”, un passito da uve Barbera che colpisce e stupisce.

 

Alberto Bracco

Studente WSET Diploma, sommelier FISAR, assaggiatore ONAV e bevitore seriale. Nel mondo del vino per lavoro, passione e anche un po' per caso. Seguimi su Vivino o scrivimi una mail

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