Come sta la Barbera? Bene, grazie. 400 Barbera in degustazione a Rosso Barbera 2021

Per Rosso Barbera 2021 il Castello di Costigliole d’Asti si è tinto di rosso in una kermesse che ha visto protagonista la Barbera.
Un grande banco d’assaggio con più di 400 etichette di Barbera appartenenti a diverse denominazioni servite dai Sommelier della sezione di Asti dell’AIS.
Dato il momento delicato, gli accessi sono stati ben gestiti e regolati con un sistema di prenotazioni online. Unico “disguido” sugli orari di domenica 7 novembre dove l’ultimo turno che veniva proposto come dalle 19.00 alle 23.00 è terminato alle 22.00.
Altra “nota stonata” la divisione delle diverse Barbera d’Asti (scusate non riesco davvero a utilizzare il plurale Barbere) per affinamento (acciaio, botte grande, barrique…). Una scelta un po’ anacronistica in un periodo dove si sta cercando di investire tanto sul territorio più che sul metodo e forse sarebbe più interessante evidenziare le influenze zonali per comprendere le differenze dei vari areali.
Di contro è veramente difficile trovare un altro contesto dove poter degustare fianco a fianco così tante bottiglie ed avere una panoramica sullo stato di salute del vitigno più coltivato del Piemonte.
Per quanto le degustazioni “mordi e fuggi” in piedi non siano proprio l’ideale per valutare il vino, è stato un piacere notare come tanti piccoli produttori stiano diventando sempre più costanti e coerenti.
Ne è uscita una Barbera che sembra vivere un momento di grazia mostrandosi in ottima forma.

Banchi d'Assaggio

Alcuni assaggi

Tra le Barbera da vinificazione in solo acciaio ho trovato tra i nomi più blasonati un po’ di opacità, con vini sterili e poco espressivi. In ottima forma, invece, realtà come Cascina Rey con un 2020 fresco e croccante con un piacevole e lungo finale di prugna appena matura, Alessandro Motta con un 2018 che gioca più sulla potenza e sui frutti a bacca scura e Icardi con Tabaren 2020, che seppur con un naso ancora poco espressivo (credo dovuto alla giovane età), in bocca si è dimostrato sferzante ed energico con una leggera nota balsamica sul finale.

Nel banco delle Barbera del Monferrato è stata notevole Rules di Canato con una 2008 (si, duemilaotto) che, a parte leggerissime inflessioni aranciate nel bicchiere, non denunciava assolutamente la sua età bilanciando con una vibrante freschezza un bel corpo intenso accompagnato da sentori di mora e prugne mature.

Piccola apparizione anche della DOC Pinerolese (solo 2 produttori). Giro di Vite si dimostra una realtà giovane molto concreta con vini precisi, puliti e dall’acidità spiccata ma piacevole.

Per quanto riguarda la Barbera d’Alba, devo ammettere la mia parzialità nel giudizio. Sono sempre stato un fan della Barbera d’Asti e, quando ci si butta nella mischia, non ho dubbi su quale sia la mia “fazione” di appartenenza. Detto ciò è con scherzoso rammarico che mi tocca constatare come ci siano delle Barbera di grande livello come la Barbera d’Alba Superiore 2019 di Adriano intensa e lunga con un piacevole accenno di sapidità. La superiore 2016 di Malabaila che apre austera al naso per poi concedersi in bocca con una succosa amarena. Sempre piacevoli Marun 2017 di Matteo Correggia e la 2020 del Castello di Neive che per me rappresentano due garanzie. Curiosa la Zio Nando 2019 di Rivetto che, mentre al naso non mi è parsa particolarmente piacevole (con leggere note di smalto), in bocca si è rivelata decisamente godibile.

Ho (ahimè) assaggiato poco del banco dedicato ai produttori di Costigliole dove però mi sono piacevolmente imbattuto sull’annata 2019 di Cantamessa: fresca con accenni sapidi e note dolci al naso.

La zona dedicata ai vini da affinamento in Tonneau (che mi ha fatto ricordare ancora una volta quanto sia bizzarra, ad essere gentili, questa suddivisione) ospitava alcuni dei vini che mi hanno maggiormente colpito. Uno su tutti Valrionda 2017 di Dacapo, un Barbera dinamico, gustoso, sapido. Poi Fidanza 2018 fresco e intenso o Serena 2017 di Isolabella della Croce dove l’ampiezza gustativa andava a braccetto con un finale estremamente lungo. Piccola nota sulla Barbera d’Asti Superiore 2019 di Galarin: è la prima volta che vedo (e assaggio) un vino della sottozona Tinella e ne sono rimasto piacevolmente colpito.

Sui Colli Tortonesi non mi pronuncio. Il Nizza DOCG l’ho saltato avendo avuto già una buona panoramica poche settimane prima.
Rimane ancora un ultimo banco ma… ah già, sono le 22.00. Alla prossima.

Alberto Bracco

Studente WSET Diploma, sommelier FISAR, assaggiatore ONAV e bevitore seriale. Nel mondo del vino per lavoro, passione e anche un po' per caso. Seguimi su Vivino o scrivimi una mail

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