La prima dell’Alta Langa 2022 e il nuovo calice Terra

La Prima dell’Alta Langa 2022, l’evento che vede protagoniste le cuvée dei soci del Consorzio dell’Alta Langa DOCG, si è svolta il 6 giugno a Moncalieri (TO). Non poteva esserci posto più suggestivo del Museo di Italdesign (che normalmente non è aperto al pubblico). Tra auto iconiche (dal primo modello in gesso della Fiat Panda alla DeLorean passando per la Lancia Delta) e assaggi di mobilità del futuro, l’Alta Langa ha fatto bella mostra di sé: eccellenza tra le eccellenze. Durante questa grande degustazione è stato presentato in anteprima TERRA, il nuovo calice istituzionale del consorzio realizzato in collaborazione con Italdesign.

 

I numeri della Prima dell’Alta Langa

Giusto per dare un’idea della portata della manifestazione snoccioliamo alcuni numeri:

  • 46 le case spumantiere presenti all’evento
  • 115 le cuvée di Alta langa disponibili alla degustazione
  • 1200 gli operatori professionali registrati all’evento (tra compratori, ristoratori, enotecari e giornalisti)

Una denominazione in continua crescita, sia in termini di bottiglie prodotte sia per quanto riguarda i soci aderenti al consorzio.
Eventi come questa Prima dell’Alta Langa sono una dimostrazione di forza di una DOCG in piena forma.

 

Lo stato di salute dell’Alta Langa DOCG

Parlando con altri produttori, ho notato concordanza sul fatto che il livello qualitativo medio delle cuvée di Alta Langa si sia alzato notevolmente. L’Alta Langa rappresenta sempre più concretamente una proposta di alta gamma nel paesaggio spumantistico italiano. I punti di forza stanno nell’eterogeneità del territorio diviso tra tre province (Cuneo, Asti e Alessandria) e nella sfida rappresentata dall’interpretazione del millesimo dato che l’Alta Langa, a differenza delle altre denominazioni italiane (ma anche straniere), può essere solo frutto di un’unica annata. A mio avviso i tempi sarebbero maturi per calcare la mano sulla menzione riserva. Per produrre un Alta Langa DOCG occorrono 30 mesi di affinamento sui lieviti mentre per la menzione Riserva ne occorrono 36. Appena 6 in più. Visto che molti produttori si stanno già autonomamente spingendo oltre, con ottimi risultati, innalzare la soglia di affinamento per la riserva potrebbe dare maggiore prestigio a questa menzione che viene ancora poco utilizzata dagli aventi diritto.

 

Museo Italdesign

 

Cambi al vertice del Consorzio

Con l’occasione della Prima dell’Alta Langa abbiamo assistito anche a un cambio al vertice del consorzio (già formalizzato a fine maggio).
Mariacristina Castelletta di Tosti1820 succede come presidente a Giulio Bava di Cocchi. La straordinaria organizzazione dell’evento è comunque ancora merito di quest’ultimo che si è speso al massimo per la riuscita supportato dall’organizzatissimo da Paolo Rossino. Giulio Bava è stato presidente dal 2013 al 2022 traghettando la denominazione in un periodo che ne ha visto una straordinaria crescita. Mariacristina Castelletta ha già confermato che il suo operato sarà all’insegna della continuità.

 

Il nuovo calice TERRA

Era il 2012 quando “Grande“, disegnato da Giorgetto Giugiaro per diventare il calice istituzionale del consorzio, vide la luce. A 10 anni di distanza, Italdesign raccoglie la nuova sfida del consorzio progettando “Terra“, un calice dalle forme inconsuete realizzato da Collevilca e presentato in anteprima alla Prima dell’Alta Langa. Piede e stelo di forma triangolare e bevante trilobato. Un calice di design che non nasce per essere usato quotidianamente. La particolare forma non permette di roteare il vino nel bicchiere per evitare la dispersione delle bollicine. Calice Terra

Il primo contatto per me è stato affascinante ma non entusiasmante. La particolare forma sembra convogliare la luce in modo tale da “penalizzare” il colore dei rosé. Anche il perlage (almeno nell’esemplare che avevo in dotazione) non si è mai espresso al meglio. Guardandomi attorno ho notato una generale difficoltà nell’impugnarlo e soprattutto nello scegliere da quale “lato” bere. Mi spiace sembrare così negativo ma pure il peso consistente e la poca sottigliezza del vetro non me lo hanno fatto amare. Nota a lato del tutto soggettiva: se non in ambito edonistico, quando degusto uno spumante, l’ultimo sorso lo faccio roteare nel bicchiere per coglierne meglio gli aromi e, avere un calice che per “ripicca” ti schizza il vino dappertutto, non è il massimo. Se il claim che accompagnava il primo calice era “L’Alta Langa si beve in Grande” dubito che per questo sia “L’Alta Langa si beve in Terra” quindi meglio stare ai consigli e non roteare.
Si trattava comunque di un prototipo quindi non escludo che la versione finale possa godere di migliorie generali.

Vi lascio al video del progetto del calice Terra che comunque rimane un gran bel vedere:

Alberto Bracco

Studente WSET Diploma, sommelier FISAR, assaggiatore ONAV e bevitore seriale. Nel mondo del vino per lavoro, passione e anche un po' per caso. Seguimi su Vivino o scrivimi una mail

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