Il Rossese di Dolceacqua e i primi 50 anni della DOC

Quest’anno cadono i 50 anni del Rossese di Dolceacqua che, nel 1972, è stata la prima DOC ligure. Siamo nella zona di ponente, tra la Val Nervia e la Val Verbone: poco distante da Ventimiglia.

 

Rossese di Dolceacqua: il vitigno e il vino

Il Rossese è un vitigno a bacca rossa tipicamente allevato ad alberello su terreni piuttosto impervi e difficoltosi da lavorare, il che ha contribuito a un lento ma costante abbandono delle coltivazioni.
In alcune zone è interessante notare la presenza di un terreno denominato “flysch” composto da argille sedimentarie stratificate.

Questo vitigno veniva anche chiamato “Roccese”, nome che peraltro viene ancora utilizzato addirittura in etichetta per vini che sono fuori dalla DOC di Dolceacqua; ne è un esempio il vino che viene prodotto nel piccolo comune di Airole.
Generalmente, il Rossese ha aromi spiccatamente floreali con note di rosa e viola e fruttati di ribes e fragola. In molti assaggi spicca anche un’intrigante speziatura con picchi di pepe bianco.

 

Il banco d’assaggio per i 50 anni di Rossese

Per festeggiare i primi 50 anni della DOC Rossese di Dolceacqua, nel comune che ne dà il nome, è stato organizzato domenica 24 luglio 2022 un banco di assaggio con numerosi vini della denominazione. Il primo evento di questo tipo che ha permesso di offrire una buona panoramica sulla produzione non senza alcuni “intoppi” (tralasciabili se consideriamo che è stata la prima edizione). Unico vero neo la temperatura di servizio del vino. Non ha di certo aiutato il clima eccezionalmente caldo di questa estate certo è che, mancando appositi frigoriferi, la regolazione della temperatura dei vini era demandata a secchiello con acqua e ghiaccio e non è stato infrequente passare dai vini troppo freddi a quelli a temperatura ambiente, anche dello stesso produttore.
Divertente il siparietto creato dalla compresenza ai banchi di sommelier provenienti da diverse associazioni (AIS e FISAR) che, pur rimanendo professionali nel servire il vino del produttore a loro assegnato, nei piccoli momenti di forzata convivenza/cooperazione mostravano un po’ il limite di una certa “chiusura associativa” che mette il campanilismo sempre in prima posizione rispetto al fine ultimo: il vino.

 

Alcune degustazioni: i 5 Rossese di Dolceacqua che mi sono piaciuti di più

Al di là di certe condizioni proibitive di servizio che hanno penalizzato qualche vino, di seguito alcuni dei miei assaggi preferiti in ordine sparso:

Ramoino – Rossese di Dolceacqua 2021
Fresco con accenno di rosa, pepe bianco e un tannino leggero con chiusura amaricante. Piacevole da godersi nella sua giovinezza.

Ka Manciné – Rossese di Dolceacqua Galeae 2021
Al naso si alternano note di frutti a bacca rossa leggermente surmaturi a frutti più freschi con ribes e melograno. A seguire, una buona intensità di spezie. Materico e tannico. Un vino che può anche essere aspettato.

Mauro Zino – Rossese di Dolceacqua Superiore Peverelli 2019
Un vino dal naso opulento di spezie e incenso. In bocca una buona complessità e dinamicità di accenni salini. Annata 2019 già piacevolissima ma da tenere in cantina per qualche tempo.

Maixei – Rossese di Dolceacqua 2021
Freschissimo con naso esplosivo esplosivo floreale di rosa appena colta e pepe verde e bianco. In bocca è leggiadro con un finale leggermente amaro.

Terre Bianche – Rossese di Dolceacqua 2021
Un rossese dalle note di rosa leggermente appassita che in bocca si dimostra ben teso con una vena salina. Di grande eleganza ed estremamente pulito.

Alberto Bracco

Studente WSET Diploma, sommelier FISAR, assaggiatore ONAV e bevitore seriale. Nel mondo del vino per lavoro, passione e anche un po' per caso. Seguimi su Vivino o scrivimi una mail

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