Chateaux Castel & Grands Crus: l’alta gamma del gruppo da 630 milioni di bottiglie

Chateaux Castel & Grands Crus è il cappello che racchiude i vini d’alta gamma del gruppo Castel. Un nome che ai più magari può dire poco anche se stiamo parlando del più grosso gruppo a proprietà famigliare di Francia fondato da Pierre Castel nel 1949. Giusto per rendere l’idea: Castel produce più di 630.000.000 di bottiglie che escono dalle 40 linee di imbottigliamento dispiegate in diverse zone della Francia (Bordeaux, Valle del Rodano, Loira, Languedoc-Roussillon, Provenza Hauts de France e Ile de France). Vino che arriva dai 20 appezzamenti di proprietà e dalle parcelle di 2500 partner viticoltori. Un totale di 1400 ettari vitati (certificati Biologico o Terra Vitis). La maggior parte delle bottiglie è distribuita in Francia dove si stima che venga venduta 1 bottiglia ogni 5 secondi mentre nel mondo, ogni secondo vengono acquistate 16 bottiglie prodotte da Castel.

Numeri da capogiro distribuiti su una moltitudine di marchi, tipologie e denominazioni. Nonostante Castel rappresenti una delle più grandi forze vinicole nella grande distribuzione, annovera tra i suoi possedimenti diversi gioielli enologici che tratta con i guanti. La divisione Chateaux Castel & Grands Crus conta 20 possedimenti di alto livello, gli Chateaux appunto, che, nella maggior parte dei casi, uniscono strutture di prim’ordine a vini di medio-alta gamma.

Chateaux Castel

Le 20 proprietà sono situate in diverse zone di Francia con prevalenza nell’areale di Bordeaux. Ho avuto l’occasione di visitare qualche anno fa Château du Lort e vi garantisco che, come impatto, lascia davvero a bocca aperta. Cura nel dettaglio, sia in cantina sia nel bicchiere. Giusto per rendere l’idea, ho diviso i diversi possedimenti per area di provenienza:
BORDEAUX – Riva Sinistra: Château Tour Prignac, Château Barreyres, Château d’Arcins, Cru de la Maqueline, Château Ferrande, Château Beychevelle
BORDEAUX – Riva Destra: Château Latour Camblanes, Château Campet, Château de Goëlane, Château du Lort, Château Malbec, Château du Bousquet, Château Montlabert, Château de Haut-Coulon, Château Hourtou
LOIRA: Clos des Orfeuilles, Château de l’Hyvernière, Château de la Botinière
LANGUEDOC: Domaine de la Clapière
PROVENCE: Château Cavalier

 

Selezioni e serie limitate

Agli Château, si aggiunge una linea di prodotti appartenenti alle denominazioni di origine più importanti e prestigiose denominata “selezione AOC”:
SELEZIONE AOC: Saint-Emilion, Pouilly Fumè, Mèdoc, Châteauneuf-du-pape, Chablis

Ultimamente, a completare il quadro, è arrivata una serie limitata frutto di sperimentazioni in zone dall’attenzionamento più recente:
SERIE LIMITATA:
Languedoc Pezenas, Girondas, Condrieu

 

La degustazione

Ho la fortuna di lavorare per un’azienda che, oltre a produrre vini in Piemonte, importa una selezione di bottiglie del Gruppo Castel. A inizio settembre, assieme alla mia collega che si occupa della selezione e dell’importazione dei vini esteri, ho assaggiato alcuni dei vini che importiamo guidati dalla responsabile per l’Italia del gruppo. Ci siamo concentrati sulla gamma Château Castel inserendo anche un paio di Bordeaux “base” per il confronto e un vino della Selezione AOC (lo Chablis).
Una degustazione breve ma intensa alla quale ho aggiunto alcune note sulla produzione e sulle diverse proprietà giusto per dare un contesto:

 

Muscadet-Sèvre-et-Maine 2019 – Clos des Orfeuilles

Siamo a Pallet, vicino a Nantes dove la torre di Clos des Orfeuilles si affaccia su 18,5 ettari di vigneto certificato biologico dal 2012. Il terreno è composto da scisti, micascisti, gneiss e quarzo. La 2019 è stata un’annata particolare a causa del raccolto molto ridotto. 3 notti consecutive di gelo hanno distrutto fino al 90% del raccolto in alcune parcelle. L’estate molto soleggiata ha contribuito poi ad accrescere l’alcolicità al di sopra della media zonale.
La vendemmia è meccanica con cernita selettiva a bordo. La vinificazione avviene separatamente per parcelle in vasche di acciaio inox e vasche di cemento utilizzando lieviti selezionati nei vigneti della proprietà. Il vino affina per 8 mesi sui lieviti.
🥂Nel bicchiere troviamo un Muscadet fresco, balsamico, con note saline, caldo e morbido. Ha un profumo di frutti maturi e biscotti di frolla. Di buon corpo, è minerale e mordente sul finale.
Chateaux Castel: Clos des Orfeuilles

 

 

Muscadet-Sèvre-et-Maine 2020 – Château de l’Hyvernière

Château de l’Hyvernière è una proprietà di circa 48 ettari che è stata rasa al suolo durante la rivoluzione francese. Oggi Hyvernière vanta una cantina sotterranea moderna con circa 20 tini in acciaio inox e vasche di cemento che offrono le condizioni termiche ideali per la vinificazione. Vendemmia meccanica con cernita selettiva a bordo, macerazione a freddo per 7 giorni, fermentazione a 15 °C e affinamento sulle fecce fini con 2 o 3 operazioni di bâtonnage per conferire maggiore finezza.
🥂Un vino minerale e salino, più leggero di corpo rispetto al Clos des Orfeuilles ma con una maggiore acidità. Teso, diretto e tagliente con un finale che tende ad asciugare la bocca.

Chateau de L'Hyverniere

 

Chablis 2020 – Maison Castel

La Maison Castel lavora a stretto contatto con un viticoltore certificato HVE (alto valore ambientale). Questo Chablis arriva da vigneti argillo-calcarei con una buona esposizione e alta densità di impianto con viti di oltre 40 anni di età. Il tutto per conferire struttura e concentrazione. Vinificazione tradizionale: pressatura diretta, decantazione, fermentazione a temperatura controllata seguita da fermentazione malolattica e affinamento sui lieviti per esaltare la rotondità del vino.
🥂Questo 2020 è un vino più maturo dello stesso campione assaggiato alla sua uscita (circa un anno fa). Sentori di pietra bagnata, limone, note citrine e fiori d’arancio.  Molto fresco con un’esplosione di agrumi sul finale.

Maison Castel Chablis

 

Bordeaux 2020 – Eugène Reullier

Uno dei due outsider della degustazione, non facendo parte né della “collezione di Château” della famiglia Castel né dell’alta gamma. Dietro al nome Eugène Reullier, si trova un’anima molto particolare della realtà bordolese: il concetto di Château tournant (fornitore a rotazione). Per ogni annata (ma talvolta cambia anche durante la stessa annata a seconda dei volumi richiesti), viene selezionato uno Château che fornirà il vino. Il nome dello Château comparirà sotto il marchio Eugène Reullier. Un Bordeaux frutto del più classico taglio bordolese (Cabernet Sauvignon, Merlot, Petit Verdot) che ha come obiettivo l’immediatezza e un prezzo molto accessibile (ben al di sotto di 10€).
🍷Al naso sono le spezie a emergere con cannella e chiodi di garofano che via via lasciano spazio a cuoio e a una nota affumicata. In bocca peperone verde, buona acidità e ancora accenni di affumicatura. Corpo piuttosto leggero.

Eugene Reullier

 

Bordeaux 2020 – Baron de Lestac

Questo è stato il secondo degli outsider. Il Baron de Lestac rappresenta un po’ un unicum nel panorama bordolese. Una bottiglia che viene prodotta in ben 10.000.000 di pezzi ogni anno. Una vera e propria prova di forza del Gruppo Castel che riesce ad offrire un vino costante negli anni, di buona fattura a un prezzo competitivo (siamo attorno ai 10€). La particolarità? Questa quantità mostruosa di vino viene affinata per 10 mesi in barriques di rovere francese. Dove? A Blanquefort, vicino a Bordeaux, nella più grande barricaia d’Europa. Io l’ho vista qualche anno fa e non volevo crederci.
🍷Nella sua semplicità è un vino perfetto con tannino ben levigato, buon corpo, rotondo, leggeri accenni verdi e una acidità corretta. Super equilibrato. Un Bordeaux “quotidiano”.

Baron De Lestac

 

Bordeaux 2019 – Cru de La Maqueline

Cru de La Maqueline si estende su 36 ettari a sud di Margaux, sulle rive dell’estuario della Gironda. La struttura è in stile ranch con tanto di scuderie e cavalli. Philippe Castel (uno dei proprietari del gruppo) amante sia di vino sia di cavalli, ha acquistato la tenuta nel 2006 per viverci. Qui viene prodotto un Bordeaux a maggioranza Merlot che i proprietari definiscono in “stile nuovo Mondo”.
Utilizzo di micro-ossigenazione prima della fermentazione malolattica. Affinamento di 10 mesi in vasca con una percentuale di rovere nuovo (credo in doghe) per conferire al vino complessità.
🍷Questo vino mi ha stupito perchè, nonostante il prezzo contenuto (di poco superiore al Baron de Lestac), non è pronto e immediato. Parte leggermente serrato. Caffè, liquirizia e frutti di bosco. In bocca è ricco e lungo con tannini ancora aggressivi che suggeriscono la necessità di un affinamento prolungato in bottiglia per apprezzarlo al meglio.

Chateaux Castel: Cru de La Maqueline

 

Bordeaux Supérieur 2018 – Château de Goëlane

Château de Goëlane vanta 72 ettari di magnifici pendii argillosi e gessosi situati nel cuore della regione di Entre-Deux-Mers, non lontano dal villaggio di Créon. Qui vengono coltivati Merlot, Cabernet-Sauvignon e Petit Verdot vinificati in vasche inerti con l’obiettivo di ottenere purezza ed espressività nei vini. Macerazione di circa 20 giorni con l’aggiunta di doghe in alcune cuvée per calibrare l’apprto aromatico del legno.
🍷Elegante e fine. Piccoli accenni verdi a inizio sorso per un vino che poi risulta ben amalgamato in tutte le sue componenti. Tannini rotondi e leggeri accenni ematici. Finale lungo.

Chateaux Castel: Chateau de Goelane

 

Haut-Médoc 2019 – Château Barreyres

Château Barreyres consta di 109 ettari situati tra il villaggio di Arcins e l’estuario della Gironda. I terreni sono composti da ghiaia fine dei Pirenei che consentono drenaggio, ritenzione del calore e maturazioni ottimali. Con la sua maestosa residenza del XIX secolo e il terroir in stile Margaux, Château Barreyres è uno dei gioielli Médoc del Gruppo Castel. La 2019 è stata un’annata ricca di contrasti con la fioritura nel vigneto piuttosto eterogenea e in condizioni difficili (umidità e basse temperature). L’estate calda ha causato stress idrico. La situazione si è normalizzata verso agosto con un clima più stabile. Le piogge di settembre hanno permesso alle uve di rimpolparsi riducendo il potenziale alcolico. Il Merlot (50% della cuvée) è stato vinificato in modo da ridurne il potenziale alcolico mentre il CabernetSauvignon (45% della cuvée) è stato vinificato massimizzando l’estrazione. Il Petit Verdot (5% della cuvée) è stato raccolto a piena maturazione e fa parte del blend dall’annata 2018.
🍷Un vino dalla grande eleganza con note di pepe bianco, accenni vegetali e tabacco. Il corpo è ben presente e gli aromi si ripropongono in bocca accompagnati da frutti rossi maturi. Struttura e finezza per un vino lungo e mediamente intenso. Chiude con una buona acidità. 

Chateaux Castel: Chateau Barreyres

 

Tutti vini decisamente centrati, soprattutto in considerazione della loro fascia di prezzo: la dimostrazione che un gruppo di questa portata, che padroneggia la grande distribuzione, riesce a passare agilmente alla ristorazione allargando la sua zona di comfort. 

Avatar photo

Alberto Bracco

WSET 3 in Wine & Spirits, Sommelier FISAR, assaggiatore ONAV , autore per Versanti Mag e bevitore seriale. Nel mondo del vino per lavoro, passione e anche un po' per caso. Seguimi su Instagram o scrivimi una mail

Rispondi